Sahara significa “grande vuoto” in lingua araba. Sahara: 9 milioni di kmq di sabbia e roccia. Il Salento ne ha molti di meno, ma quel poco che basta per vivere in tranquillità e lontano dai rumori della città.

Sicuramente un documentario sul deserto è sempre di grande bellezza,  ma anche difficile da raccontare senza rischiare di cadere nei soliti luoghi comuni: “magici tramonti”, “cieli trapuntati di stelle”, “dune spettacolari”...

A testimonianza di questo paradiso perduto rimangono non solo letti prosciugati di fiumi, conchiglie fossili e ossa di animali, ma soprattutto graffiti e pitture tracciati dall’uomo sulle pareti interne dei ripari di roccia, preservati nei millenni grazie al clima secco, nonostante l’esposizione all’erosione della sabbia e del vento.

Sono migliaia i siti di arte rupestre distribuiti nei Paesi Salentini, ma la maggior concentrazione si ha nelle aree del sud Salento dove il mare si scontra con terreni aridi.

 

 

Clima secco

Anno di Produzione 1994vincenzodemasi.com

Formato VHSc

durata 22 minuti colore pal  stereo

DOCUMENTARIO

 

Regia, sceneggiatura montaggio:Vincenzo De Masi

fotografia di Alfonso Riso