La vecchiaia mette più rughe sullo spirito che sul volto

(Michel de Montaigne)

 

Partendo dall'assunto che "la vecchiaia rende la biologia una metafora", Hillman dedica la parte centrale del volume a leggere in chiave metaforica gli acciacchi dell'età. Così, ad esempio, il disseccamento del corpo può essere visto come passaggio dal caldo al freddo, dall'umido al secco, e dunque come esigenza di una visione distaccata, in cui l'investimento emotivo e lo straripare dei sentimenti cedano il passo all'asciutto umorismo e a quella lucida intelligenza delle cose che ci permette di attingere le verità più amare. Allo stesso modo, la perdita dell'acuità sensoriale ci allontana dal presente e intensifica il nostro occhio fantastico. Piccoli stimoli evocano grandi ricordi e, se i sensi latitano, l'immaginazione sa ancora cantare, e canta più forte.

Alla fine la vecchiaia resta associata soltanto al carattere, è il monumento che il carattere erige a se stesso.

E' da queste esperienze che nasce il Documentario "i Volti Del Salento", uno studio antropologico della popolazione anziana Salentina, che in pochi anni è passata da una società strettamente contadina quasi preistorica alla società del consumismo, sul loro viso si legge e si regge la storia del salentino.

 
I VOLTI DEL SALENTO

 

 

Anno di Produzione 1998.vincenzodemasi.com

Formato VHSc

durata 12 minuti colore pal  stereo

 

DOCUMENTARIO

Regia, sceneggiatura montaggio:Vincenzo De Masi

fotografie di Alfonso Riso

 
 
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